|
|
Lo statuto del 1836 alle origini di quello vigente
Le Casse di Risparmio sono istituti creditizi nati in Italia prima dell'unità nazionale, con modalità diverse a seconda delle situazioni economiche esistenti nei singoli Stati preunitari, ma con l'obiettivo comune di promuovere la raccolta del risparmio per destinarne una parte allo sviluppo economico del territorio dove esse operavano, ed un'altra a fini filantropici e umanitari.
Sulle ragioni che indussero istituzioni pubbliche o privati cittadini a dar vita a queste realtà è illuminante andare a rileggere, in una prosa molto suggestiva, sebbene decisamente superata, quanto riportato nei singoli statuti, in vero molto simili tra loro, delle Casse di Risparmio.
Con riferimento alla realtà che ci riguarda, è particolarmente significativo a questo proposito il proemio al regolamento per l'istituzione della Cassa di Risparmio di Roma, approvato con Rescritto pontificio del 20 giugno 1836: "...(omissis)...Pertanto la Carità che immutabile, come Dio, nel suo principio, ...(omissis)... è sempre operosa e sagace nell'inventare nuove istituzioni a prò degli uomini, s'avvide che l'operaio medesimo potea concorrere al proprio bene, quando negli anni della fatica e del guadagno serbato avesse parte del suo danaro e all'utile lavoro avesse accoppiato il provvido risparmio. Questo felice pensiero diè origine a quelle istituzioni che si dissero appunto Casse di Risparmio, perché il nome significasse chiaramente la cosa; ultime di tempo nella storia della pubblica Carità (poiché in tutto procedesi a gradi) ma prime e principalissime per importanza. Alcuni forse non bene intendendo l'opera, si avvisarono non essere altrimenti di Carità; ...(omissis)... ma tutti veggono nelle Casse di Risparmio una novella salutevole applicazione della Carità, la quale avendo gradatamente prodotto a seconda dei tempi e delle condizioni sociali, prima gli spedali e gli ospizii, appresso le case di ricovero e di lavoro, poi le scuole e i conservatorii d'arti per povero; da ultimo suggerì quelle istituzioni che promuovono lo spirito di preveggenza, si confanno al crescente incivilimento e fortemente lo giovano.
E' dunque la Cassa di Risparmio una specie di banca che riceve gratuitamente gli avanzi ancor più piccoli che fa l'industrioso su' suoi guadagni, gelosamente glieli serba ed accresce, dandone un qualche frutto e gli restituisce ad ogni richiesta...(omissis)...".
Lo statuto che completava gli atti istitutivi traduce in linguaggio giuridico ed in norme generali gli intenti dei soci fondatori, sottolineando fin dalla prima proposizione che l'iniziativa che si andava costituendo aveva natura privata e si fondava sul generoso e libero apporto finanziario di privati benemeriti cittadini.
Recita, infatti, lo statuto del 1836: "Si formerà una Società di private persone le quali porranno la loro opera e i capitali gratuitamente per stabilire una Cassa di Risparmio di Roma. La Società comincerà la sua opera quando abbia raccolto un capitale di cinque mila scudi per mezzo di cinquanta scudi per ciascuna".
Ad ulteriore maggior chiarezza dei propositi dei fondatori, una nota al punto 1 del regolamento spiega: "Di tutti i modi che potevasi adoperare per la fondazione di una Cassa di Risparmio, il migliore è quello che ha già per sé l'esperienza degli altri paesi, si è appunto una Società di privati. Essi avrebbero potuto ragionevolmente esigere un piccolo frutto dal loro capitale, ma han voluto darlo tutto all'istituzione."
Questo frutto doveva essere utilizzato per finalità filantropiche.
Lo statuto, inoltre, prevedeva che chiunque volesse diventare socio doveva acquistare almeno un'azione e disciplinava, altresì, la successione delle quote, stabilendo che in caso di morte del socio che non avesse disposto della partecipazione a favore della società, si sarebbero dovuti rimborsare gli eredi, a meno che non fossero stati nominati altri soci i quali, col deposito delle loro azioni, avrebbero reintegrato il credito degli eredi.
Ci è sembrato, pertanto, utile ed opportuno, al fine di evidenziare che, nonostante i numerosi e profondi cambiamenti, non esiste soluzione di continuità con lo statuto vigente, riportare all'interno di questa finestra del sito della Fondazione, oltre allo statuto vigente, l'intera documentazione che è alle origini dell'istituzione che, dunque, come le altre Casse di natura associativa, si è connotata sin dall'inizio per la spontaneità che determinò la volontà dei privati cittadini di mettere insieme beni materiali vincolati in modo duraturo e determinato alle finalità indicate dai padri fondatori.
A buon diritto si può, pertanto, sostenere che gli attuali componenti dell'Assemblea dei Soci, rappresentanti autorevoli delle diverse realtà sociali e produttive presenti sul territorio, siano gli eredi di coloro che costituirono in origine il gruppo dei lungimiranti fondatori.
|
| Statuto vigente |
Dimensione
107 Kb |
| Statuto originario |
Dimensione 118 Kb |
|